DANIELE TOZZI – SOGNINFRANTI

20 febbraio 2018
Posted in mostre, past
20 febbraio 2018 Livio Ninni

Opening Thursday 22/03/2018

From 22/03/2018 – Till 28/04/2018

DANIELE TOZZI – SOGNINFRANTI

Sous les pavés, la plage!

Parte dagli slogan tracciati sui muri questa nuova serie di lavori realizzati da Daniele Tozzi e ispirati dal cinquantennale del ’68. Non poteva essere diversamente per un artista che proprio dai muri e da quei segni tracciati dentro le città è partito per sviluppare la sua tecnica calligrafica e la propria cifra espressiva. Una riflessione in cui si percepisce subito la lontananza da una celebrazione fine a se stessa di questo periodo storico rivoluzionario, ma in cui l’autore cerca di collocare nella contemporaneità le istanze che arrivano da quegli anni di movimento, individuando criticità e fallimenti ma anche connessioni e spunti di riflessione.

Cinquantanni sono passati da quando gli studenti francesi nel maggio sessantottino evocavano “la plage” sotto al pavè. La spiaggia come mondo simbolico che incarnava una società diversa, che partisse dai desideri, dalla giustizia sociale, che metteva al centro i diritti civilli, il rifiuto della guerra, dell’imperialismo e in generale il rifiuto della civiltà gerarchizzata che si stava prepotentemente delineando dopo il secondo conflitto mondiale in tutto il mondo. La fine degli Anni Sessanta come inizio del vero primo movimento globale conosciuto: dalle occupazioni delle università, alle mobilitazioni contro la guerra del Vietnam, passando per le lotte per i diritti civili dopo l’assassinio di Martin Luther King, al maggio francese fino alla resistenza degli studenti italiani a Valle Giulia, dalle mobilitazioni in Giappone fino alla Primavera di Praga, dalle lotte per i diritti delle donne alla rivoluzione culturale nelle arti, nei linguaggi e nei modi di vita. Una “plage” ideale da costruire invadendo le strade e le piazze di tutto il pianeta, in cui uomini e donne, lavoratori, studenti, immigrati e nativi immaginavano nuovi modi di stare insieme, nuovi modelli di vita.

Daniele Tozzi parte guardando alcuni nodi comuni di questo dirompente movimento globale, provando a collocarli nell’oggi. Partendo da alcune domande: i diritti civili, nel lavoro, l’autodeterminazione delle donne, il femminismo, i diritti degli afro-americani, dei migranti, degli studenti: dove sono collocati oggi? Che posto hanno nella società del XXI secolo? La riposta provocatoriamente sembrerebbe non lasciare dubbi: nei tratteggi spezzati di un rotolo di carta igienica si srotolano come “sogni infranti”. Questa condanna assoluta e senza prospettiva non vuole però essere una risposta nichilista e autodistruttiva, ma uno stimolo di riflessione sul presente e sulla possibilità di sovvertire l’ordine controrivoluzionario che la società neo-liberista ha imposto, senza esimersi a una critica anche generazionale a chi di quei moti è figlio e nipote.

Quindi le idee rivoluzionarie diventano deboli come un ombrello per ripararsi da una tempesta, i desideri sono ridotti all’inutilità vuota di una macchina rovesciata, ma il “pugno nero” di Tommie Smith e John Carlos alle Olimpiadi a Città del Messico è ancora un gesto fortemente evocativo, le linee di confine che barbaramente respingono i migranti possono ancora essere rotte, come i sogni globali di cambiamento e la richiesta di diritti sono ancora impressi nei corpi delle donne che scendono nelle piazze oggi. Questa “plage” evocata sembra essere molto lontana dal presente, come lontani sono gli echi dei movimenti del ’68, ma ancora lì, sotto al pavè, pronta a essere scoperta e costruita.